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Victor Valdes;
Dani Alves, Mascherano, Abidal, Adriano (62' Busquets);
Iniesta, Xavi, Keita; Pedro (80' Fabregas), Messi, Villa
(60' Sanchez)
PORTO (4-3-2-1): Helton; Saponaru, Otamendi, Rolando,
Fucile; Guarin, Souza (77' Fernando), Moutinho;
Rodriguez C. (69' Varela), Hulk; Kleber (77' Belluschi)
ARBITRO: Kuipers (Olanda)
RETI: 39' Messi (B), 87' Fabregas (B)
AMMONITI: Iniesta (B), Rodriguez, Rolando, Guarin (P)
ESPULSI: 86' Rolando (P) per doppia ammonizione, 90'
Guarin (P) per grave fallo di gioco
"Nun c'è trippa pe' gatti" direbbero a Roma. Il
Barcellona si conferma autentica corazzata del calcio
mondiale ed anche in una serata in cui non fa luccicare
gli occhi per il bel gioco (comunque sempre una spanna
sopra il volenteroso Porto) riesce a vincere nettamente
e ad aggiudicarsi il suo 12° titolo (sui 15 ai quali ha
concorso) nei tre anni in cui è stato guidato da Pepp
Guardiola. Il Porto, va detto, nonostante la partenza di
un attaccante del valore di Falcao non ha demeritato e
fino al goal del vantaggio blaugrana ha giocato alla
pari rischiando poco (pallonetto di poco oltre la
traversa di Pedro) e creando qualche brivido dalle parti
di Valdes, soprattutto con Hulk che spedisce di poco a
lato un sinistro in diagonale dalla destra. A sbloccare
il risultato è un grave errore del centrocampista del
Porto Guarin che, pressato, sbaglia un retropassaggio a
Sapunaru servendo Messi oltre la linea dei difensori ma
non in fuorigioco perchè lanciato da un avversario. Per
la "pulce" argentina è un invito a nozze e mettere il
pallone in rete dopo avere dribblato anche Helton è una
bazzecola. E' il 39' e il castello di carte del Porto si
sbriciola per un dannato errore di un suo giocatore!
Nella ripresa il Barcellona gestisce il gioco mentre la
squadra lusitana rifiata. Guardiola innesta Sanchez,
partito dalla panchina insieme all'altro grande acquisto
Fabregas (entrerà nel finale) e Busquets per un opaco
Villa e per Adriano, in difficoltà con Hulk. La
contromossa del sostituto di Villas Boas, Vitor Pereira,
è Varela per Rodriguez e, successivamente, Belluschi per
Kleber e Fernando per Souza. Ma il gioco non cambia, la
ragnatela fittissima del Barcellona irretisce il Porto,
Messi lancia in contropiede Pedro verso Helton che lo
anticipa, poi i catalani rischiano grosso per una
incomprensione tra Mascherano e Vitor Valdes rimediata
alla grande da Abidal che, poco dopo, giocherella un po'
troppo nella sua area con Guarin ed alla fine, costretto
ad atterrarlo, viene graziato dal sig. Kuipers che non
fischia il sacrosanto penalty. Negli ultimi dieci minuti
entra Cesc Fabregas, fiore all'occhiello di questo Barça
"illegale" per la sua superiorità, e l'ex "gunner", con
il Porto in dieci per l'espulsione di Rolando (doppio
giallo), segna il goal del definitivo 2-0, su
scucchiaiata di Messi, con un tiro al volo ravvicinato
dopo un delizioso stop di petto a tre minuti dalla fine.
C'è il tempo per una entrata da brivido di Guarin su
Cesc sanzionata con una giusta espulsione e poi, dopo il
fischio finale, e di vedere capitan Xavi alzare al cielo
la non molto bella (stilisticamente) Supercoppa Europea,
la quarta nella storia del Barcellona. |