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Fine dei giochi a Milanello, è costretto all’addio: colpa di Tare

Tare
Fine dei giochi a Milanello, è costretto all'addio: colpa di Tare - parcarsport.it (foto: Youtube AC Milan)

La vittoria nel derby ha dato nuova linfa al Milan, ma questo non ferma la rivoluzione in atto a Milanello. E’ costretto all’addio: lo ha deciso Tare.

Sessanta punti in cascina, un bottino che profuma di gloria e che paradossalmente ricalca al millimetro la marcia trionfale del Napoli nella passata stagione. Eppure, per il Milan di Massimiliano Allegri, questa cifra non basta a dormire sonni tranquilli sotto l’ombra della Madonnina. La vittoria nel derby ha accorciato il guinzaglio sull’Inter, ora distante sette lunghezze, ma ha anche messo a nudo le contraddizioni di un progetto tecnico che sta trovando i suoi punti di forza lontano dall’area di rigore. Se la classifica sorride, lo fa grazie alla resilienza di una difesa che ha saputo sopperire all’assenza di Gabbia e alle fiammate individuali dei vari Leao, Modric, Pulisic.

Resta però il grande interrogativo legato a un reparto offensivo che ha prodotto meno di quanto le casse di via Aldo Rossi abbiano sborsato: il rendimento di Nkunku, Gimenez e Fullkrug è stato finora un rebus irrisolto, una zavorra che Tare sta cercando di alleggerire con manovre sotterranee in vista dell’estate. Proprio mentre l’infermeria inizia a restituire pedine fondamentali (si spera) come Gimenez per la trasferta capitolina contro la Lazio, l’attenzione si sposta forzatamente dal rettangolo verde alle stanze del potere, dove l’aria si è fatta improvvisamente irrespirabile.

Terremoto in via Aldo Rossi, tramonto di Furlani: “Gelo con Tare”

A gettare benzina sul fuoco di una stabilità societaria solo apparente ci ha pensato Ivan Zazzaroni. Le parole del direttore del Corriere dello Sport hanno risuonato come un tuono a ciel sereno, scardinando le certezze sulla catena di comando rossonera. Secondo Zazzaroni, l’era di Giorgio Furlani al timone amministrativo del club sarebbe ormai giunta ai titoli di coda, vittima di una visione manageriale che Gerry Cardinale vorrebbe stravolgere affidandosi a profili lontani dalle dinamiche del fondo Elliott. Il nome che circola con insistenza per la successione è quello di Calvelli, uomo forte delle ATP Finals, una scelta che segnerebbe una rottura netta con il passato recente.

Furlani

Terremoto in via Aldo Rossi, tramonto di Furlani: “Gelo con Tare” – parcarsport.it (foto: profilo X Milan)

Ma il vero nodo gordiano risiede nel rapporto, ormai ai minimi termini, tra l’amministratore delegato e l’area tecnica guidata da Igli Tare. Il retroscena svelato dal giornalista dipinge una convivenza fatta di assenze programmate e mancati incroci: “Quando Tare non va a Milanello, Furlani ci va, e viceversa”. Questo dualismo, oltre a minare l’armonia quotidiana, starebbe influenzando anche le trattative più calde, come quella per Moise Kean. Su questo fronte, Zazzaroni si è mostrato tranchant, definendo “molto complicato” l’approdo dell’attaccante a Milano, non solo per una clausola da sessanta milioni che non ammette sconti, ma anche per vecchi attriti con Paratici, DS della Viola, che pesano come macigni.

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