Inter-Atalanta è stata una partita che farà discutere ancora per molti giorni. Gli ultimi aggiornamenti hanno fatto sussultare Marotta e tutti i tifosi.
Il pomeriggio di San Siro si è chiuso in un clima di tensione elettrica, trasformando un pareggio per 1-1 in un caso nazionale che promette di trascinarsi ben oltre il triplice fischio. Per l’Inter, la sfida contro l’Atalanta doveva rappresentare il riscatto immediato dopo la delusione del derby, ma il finale di gara si è trasformato in un cortocircuito emotivo che ha travolto persino i profili più insospettabili. Simbolo di questo nervosismo è stata l’espulsione di Cristian Chivu: il tecnico nerazzurro, solitamente esempio di flemma e disciplina tattica, è stato allontanato dal campo per proteste reiterate, segno tangibile di una gestione arbitrale percepita come profondamente ingiusta dal club meneghino.
Al centro della bufera ci sono due episodi avvenuti in un fazzoletto di minuti che hanno cambiato il volto al match. Prima il gol del pareggio orobico, nato da un recupero di Sulemana su Dumfries viziato da una spinta che l’arbitro Manganiello ha ignorato; poi, il contatto tra Scalvini e Davide Frattesi. In quest’ultimo caso, l’intervento del difensore sulla gamba in movimento del centrocampista è parso ai più come un rigore solare, ma né la decisione di campo né il silente supporto tecnologico hanno ritenuto di dover intervenire, lasciando l’Inter immersa in un mare di recriminazioni e San Siro in una contestazione assordante.
Gariglio è un caso, tra promozioni VAR e vecchi fantasmi social
A gettare benzina sul fuoco delle polemiche è intervenuto il giornalista Maurizio Pistocchi, che attraverso il suo profilo X ha analizzato chirurgicamente la composizione della squadra arbitrale, puntando il dito direttamente verso la sala VAR. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: “Al Var di Inter-Atalanta 1:1 c’era Matteo Gariglio, della sezione di Pinerolo (dove il boss era Pierluigi Pairetto) che non ha valutato errore grave il contatto tra Scalvini e Frattesi, per il quale negli anni scorsi era sempre stato concesso il calcio di rigore, e ha quindi scelto di non richiamare Manganiello alla OFR. Fu dismesso dalla CAN, nel 2023, per motivate ragioni tecniche: bocciato sul campo, è stato promosso al VAR. Roba da Rocchi”.

Gariglio è un caso, tra promozioni VAR e vecchi fantasmi social – parcarsport.it (foto: profilo IG Inter)
L’accusa di Pistocchi solleva un velo sulle dinamiche interne all’AIA, suggerendo un’inadeguatezza di fondo del VAR Gariglio, già protagonista di una carriera sul campo interrotta per insufficienza tecnica e poi “riciclato” nei quadri tecnologici. Ma a rendere l’atmosfera ancora più pesante è un dettaglio emerso dal passato digitale dell’ufficiale di gara: il 5 novembre 2012, Matteo Gariglio scelse come immagine di copertina del proprio profilo Facebook una foto della curva del Milan. Un peccato di gioventù che, in un clima di sospetti e lotte scudetto, riemerge come un’ombra sulla neutralità di chi, oggi, è chiamato a decidere le sorti di un campionato attraverso uno schermo. Tra promozioni discusse e cuori rossoneri mai del tutto dimenticati, il post-partita di Inter-Atalanta si tinge di colori che col calcio giocato hanno davvero poco a che fare.
Al Var di Inter-Atalanta 1:1 c’era Matteo Gariglio, della sezione di Pinerolo ( dove il boss era Pierluigi Pairetto) che non ha valutato errore grave il contatto tra Scalvini e Frattesi , per il quale negli anni scorsi era sempre stato concesso il calcio di rigore, e ha quindi… pic.twitter.com/mb0zpOCj6t
— Maurizio Pistocchi (@pisto_gol) March 14, 2026








