Il campionato italiano fa i conti con inquietanti messaggi inviati al presidente dello storico club: scritte offensive e minacce
Oltre il campo di calcio, molto oltre la semplice contestazione per risultati che non arrivano. In Serie A c’è un po’ di apprensione per quel che sta accadendo in casa Torino.
La contestazione di cui è bersaglio il presidente Urbano Cairo ormai da mesi è andata oltre: dopo le manifestazioni contro il patron del club, i cori contro di lui e le proteste dei tifosi, ora si è andati oltre. Nel weekend, infatti, sono appare minacce e insulti sui muri di Masio e Quattordio, i comuni dove ha origine la famiglia Cairo, in provincia di Alessandria.
A denunciare l’accaduto è stato il sindaco di Masio Giovanni Airaudo che ha già annunciato l’intenzione di formalizzare la denuncia dai Carabinieri: “È già la terza volta che accade negli ultimi mesi”. Lo stesso primo cittadino ha spiegato di aver sentito Cairo che si è detto dispiaciuto per quanto accaduto e si è fatto carico delle spese per la pulizia e il ripristino dei luoghi colpiti.
Minacce a Cairo, situazione difficile al Torino
I vandali sono entrati in azione tra sabato e domenica ed hanno preso di mira anche il cimitero di Masio: all’ingresso, infatti, è comparsa una scritta che richiama la memoria dei genitori di Urbano Cairo. “Mamma e papà Cairo ti aspettano qui al più presto” il messaggio rivolto al patron del Torino.

Cairo minacciato (Instagram Urbano Cairo) – Parcarsport.it
Non l’unico perché in giro per le due cittadine ne sono stati trovati diversi: da “Pagherai tutto, pagherai caro” a “Sei il mio primo pensiero quando mi dicono ‘Sai chi è morto oggi?'”. Queste soltanto alcune delle scritte rinvenute a Masio e Quattordio dopo la sconfitta del Torino sul campo del Napoli. Le forze dell’ordine stanno ora indagando sull’accaduto, provando a risalire ai responsabili, potendo contare anche sulle telecamere di sicurezza presenti nella zona.
La protesta dentro gli stadi si allarga quindi e si è spinta oltre con minacce e riferimenti che non hanno nulla a che fare con il calcio. Una situazione che sta diventando esplosiva affinché la contestazione pacifica portata avanti in questi mesi non sfoci poi in violenza.








